C’è un modo diverso di andare in montagna d’inverno, che inizia prima ancora di infilare gli sci e le ciaspole; inizia su un binario, all’alba, con Milano Centrale ancora semivuota. Da Milano si sale sul Treno della Neve, un’iniziativa di Discovera in collaborazione con Trenord, verso le località alpine lombarde. La montagna invernale è uno degli ambienti che più risentono del cambiamento climatico: l’aumento delle temperature, la riduzione e l’irregolarità delle nevicate, l’innalzamento della quota dello zero termico stanno modificando profondamente il modo in cui questi territori funzionano, sia dal punto di vista ecologico che turistico. In questo contesto, non è solo come viviamo la montagna a fare la differenza, ma anche come ci arriviamo.
La nostra esperienza è partita presto, da Milano Centrale, un orario mattiniero, ma ben ripagato dalla comodità di salire su un treno regionale diretto verso Sondrio, lasciandosi alle spalle traffico, code e frenesia. Arrivati alla stazione di Sondrio, il passaggio è stato fluido: navetta inclusa nel pacchetto e via, in direzione Chiesa in Valmalenco.
Il valore di questa formula sta proprio nella sua semplicità. Con un’unica soluzione si combinano più elementi che normalmente richiederebbero pianificazione separata: trasporto ferroviario, collegamento verso la località sciistica e skipass. Nel nostro caso, lo skipass non è stato usato per le piste, ma come accesso a una giornata diversa: una ciaspolata, una passeggiata lenta, il tempo necessario per osservare il paesaggio senza attraversarlo di fretta.
Camminare nella neve, ascoltare il territorio
Arrivati a Chiesa in Valmalenco la montagna si apre con un ritmo diverso. Questo approccio diventa particolarmente significativo se lo si guarda attraverso la lente climatica. Le aree alpine sono tra le più sensibili all’aumento delle temperature: la neve naturale diventa sempre più intermittente e concentrata in periodi brevi, mentre cresce la pressione su territori che devono conciliare turismo, risorse idriche ed ecosistemi fragili. Ridurre l’impatto legato agli spostamenti è una delle leve più immediate e accessibili per chi frequenta questi luoghi.
Viaggiare in treno, in questo senso, è una scelta concreta. I dati che accompagnano questa esperienza parlano chiaro: un treno passeggeri in Europa emette in media circa 14 g di CO₂ per passeggero-km, mentre un’auto media arriva a circa 104 g di CO₂ per passeggero-km. Su tratte simili, scegliere il treno può ridurre le emissioni di circa l’80-90% rispetto all’auto privata.
Non è una rinuncia, ma uno spostamento di prospettiva. Il viaggio non è più un passaggio obbligato da “ottimizzare”, ma un tempo utile, coerente con il tipo di esperienza che ci aspetta una volta arrivati. Se la montagna chiede lentezza, forse vale la pena iniziare ad ascoltarla già dal primo chilometro.
Anche dal punto di vista pratico, i Treni della Neve funzionano, costano poco; per questo scorrere le opzioni non è solo un invito al viaggio, ma anche un esercizio di immaginazione: come cambierebbe il nostro rapporto con questi territori se normalizzassimo l’idea di raggiungerli senza auto?
La montagna non è solo una meta, ma un sistema complesso che riflette in modo amplificato le trasformazioni del clima. Arrivarci in treno, ciaspolare invece di correre, osservare invece di consumare: sono piccoli spostamenti di senso che, messi insieme, aiutano a tenere la direzione.