La Carbon Footprint è un concetto fondamentale per comprendere l’impatto ambientale delle nostre attività quotidiane. Che cos’è la carbon footprint? In parole semplici, è la quantità totale di gas serra, in particolare CO2, emessa direttamente o indirettamente da un individuo, un’organizzazione o una nazione, espressa in tonnellate di CO2 equivalente. Misurare e ridurre la Carbon Footprint è essenziale per contrastare i cambiamenti climatici e promuovere la sostenibilità. Secondo il Global Carbon Project, nel 2021 le emissioni globali di CO2 hanno raggiunto circa 36,3 miliardi di tonnellate, contribuendo al riscaldamento globale in modo massivo [1]. In questo articolo esploreremo che cos’è la Carbon Footprint, incluso il calcolo delle emissioni, chi ha la maggior Carbon Footprint procapite, l’importanza di ridurre le emissioni, con un focus particolare sulla Digital Carbon Footprint.
Fonti:
[1] Earth System Science – Data Global Carbon Project, 2021
Che cos’è la carbon footprint?
La carbon footprint è un indicatore che misura la quantità di emissioni di carbonio generate da un’attività, prodotto o servizio. Che cos’è la carbon footprint esattamente? È una misura del contributo di una persona, un’impresa o un’intera nazione ai cambiamenti climatici, causato principalmente dalle emissioni di CO2. Le attività quotidiane come l’uso dell’auto, il riscaldamento, la produzione di beni e servizi, e anche l’uso di dispositivi elettronici contribuiscono a questa impronta.
Calcolo della Carbon Footprint
Il calcolo della Carbon Footprint include tutte le emissioni dirette e indirette legate alla produzione, consumo e smaltimento di beni e servizi. Per esempio, la produzione di un’auto genera circa 6 tonnellate di CO2 [2], mentre la produzione di un kg di carne bovina può produrre fino a 27 kg di CO2 [3]. Le attività quotidiane come il riscaldamento domestico e l’uso del trasporto contribuiscono in modo significativo all’impronta di carbonio. Esistono diversi strumenti online che permettono di calcolare la Carbon Footprint di un individuo o di un’azienda. Il calcolo si basa su una serie di variabili, come il consumo energetico, i trasporti, la gestione dei rifiuti e l’acquisto di beni.
Fonti:
[2] Global Carbon Atlas, 2021
[3] Tackling climate change through livestock – FAO, 2013
La Digital Carbon Footprint: un nuovo concetto per la sostenibilità digitale
Che cos’è la Carbon Footprint del mondo digitale? Rappresenta semplicemente l’impronta di carbonio legata all’uso delle tecnologie digitali. Con l’espansione delle attività online e la digitalizzazione di molti aspetti della vita quotidiana, anche l’inquinamento causato dalla tecnologia è in aumento. I server, i data center e la trasmissione dei dati via internet sono responsabili di una significativa parte delle emissioni di carbonio. Secondo recenti stime, il settore del digitale è responsabile di circa il 3,8% delle emissioni globali di CO2, un valore quattro volte più elevato di quelle prodotte della Francia! Questa percentuale potrebbe crescere fino al 17% entro il 2040 se non si adottano soluzioni più sostenibili [4].
Fonti:
[4] È boom per le emissioni di CO2 del digitale, +775% entro il 2040 – ANSA, 2024
Come si misura la Digital Carbon Footprint?
La Digital Carbon Footprint può essere misurata valutando l’energia consumata dai dispositivi elettronici (smartphone, computer, server) e dalle infrastrutture digitali. I data center, che immagazzinano e processano i dati, sono tra i maggiori responsabili delle emissioni di carbonio nel settore digitale. Nel 2020, i data center sono stati responsabili di circa l’1% delle emissioni globali di CO2. Un’ora di streaming video in alta definizione, ad esempio, può produrre fino a 36 g di CO2, a seconda dell’efficienza energetica dei data center coinvolti [5]. Questo valore può variare a seconda della piattaforma utilizzata, del tipo di server e dell’efficienza energetica della rete.
I dispositivi elettronici utilizzano energia, la cui fonte principale è ancora in larga parte rappresentata dai combustibili fossili. Ad esempio, un computer portatile medio consuma circa 0,05 kWh per ogni ora di utilizzo, il che si traduce in un’emissione di circa 0,02 kg di CO2, se alimentato da una rete elettrica tradizionale [6].
Fonti:
[5] Inquinamento Digitale: l’impronta sull’ambiente della nostra vita digitale – Easy4Green, 2025
[6] World Energy Outlook – IEA, 2020
Il ruolo dei Data Center
I data center sono una delle principali fonti di emissioni nel mondo digitale. Gestiscono enormi volumi di dati e richiedono una quantità significativa di energia per alimentare i server e mantenerli freschi. Con l’aumento della domanda di storage e capacità di elaborazione dei dati, i data center stanno diventando sempre più “energivori”. Alcuni data center più moderni, tuttavia, stanno cercando di ridurre la loro impronta di carbonio adottando tecnologie più efficienti e sfruttando fonti di energia rinnovabile.
Chi ha la maggior Carbon Footprint Pro Capite?
I paesi con il maggior consumo di risorse energetiche hanno anche una Carbon Footprint pro capite elevata. L’Europa è una delle zone nel mondo in cui i cittadini nel complesso emettono più sostanze inquinanti. Con 9,7 tonnellate di Co2 equivalente pro capite nel 2020, è preceduta soltanto dagli Stati Uniti (20,8) e a pochissima distanza da Russia e Asia centrale (9,9). Il 10% più ricco della popolazione è responsabile dell’emissione di 29,2 tonnellate di Co2 equivalente, mentre il 50% più povero ne emette appena 5,1[7]. In generale, i paesi sviluppati, con alte emissioni derivanti dall’uso di energia e trasporti, tendono ad avere una Carbon Footprint più alta per persona. Questo contrasto evidenzia anche l’importanza di affrontare le disuguaglianze globali nella lotta ai cambiamenti climatici.
Impatto delle abitudini di consumo
Le abitudini di consumo influenzano notevolmente la Carbon Footprint pro capite. Ad esempio, nei paesi più industrializzati, l’uso di automobili private e la forte dipendenza da fonti di energia non rinnovabili come il petrolio e il carbone sono tra i principali fattori che aumentano le emissioni. Nei paesi in via di sviluppo, invece, la Carbon Footprint pro capite è inferiore, ma ciò non implica che l’intero paese non stia contribuendo ai cambiamenti climatici, soprattutto se la produzione e il consumo di beni a bassa emissione sono aumentati.
Fonti:
[7] I cambiamenti climatici sono una questione di classe – Openpolis, 2024
Che cos’è la carbon footprint nel settore dei trasporti? Impatti e soluzioni per ridurre le emissioni
Il settore dei trasporti è una delle principali fonti di emissioni di carbonio a livello globale. Automobili, aerei, treni e navi contribuiscono in modo significativo alla Carbon Footprint di paesi e singoli individui. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, i trasporti rappresentano circa il 25% delle emissioni globali di gas serra, con il trasporto su strada che contribuisce in modo significativo. Le automobili, in particolare, rappresentano una parte consistente di queste emissioni, con circa 6,9 miliardi di tonnellate di CO2 rilasciate annualmente a causa della combustione di carburante nei veicoli [8].
Fonti:
[8] Report Reveals Record High Carbon Emissions in 2023 – IEA, 2023
Mobilità sostenibile e soluzioni future
Le mobilità sostenibile e il passaggio a mezzi di trasporto a basso impatto ambientale sono soluzioni chiave per ridurre le emissioni nel settore. L’adozione di veicoli elettrici, ad esempio, può ridurre drasticamente le emissioni di CO2 legate alla mobilità. Secondo uno studio del 2021 dell’International Council on Clean Transportation, se l’80% dei veicoli elettrici fosse alimentato da fonti rinnovabili, si ridurrebbero le emissioni di CO2 del settore dei trasporti del 70% entro il 2050 [9].
Fonti:
[9] Devolution of incentives to sustain the transition to a global electric vehicle fleet – Peter Slowik and Nic Lutsey, 2021
La Carbon Footprint nel turismo: impatto e soluzione
Il settore del turismo è responsabile di una parte significativa delle emissioni globali di CO2. Viaggi aerei, trasporti su strada, crociere, alloggi e attività turistiche contribuiscono all’inquinamento ambientale. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, il turismo rappresenta circa il 8% delle emissioni globali di gas serra, con un impatto maggiore legato al trasporto aereo. L’aumento dei viaggi internazionali, unito alla crescente domanda di esperienze turistiche, sta facendo crescere l’impronta di carbonio del settore.
L’Impatto degli alloggi
Se gli effetti del settore dei trasporti ci sono ormai chiari, è bene anche chiarire anche l’impatto provocato dal settore alberghiero! Gli alloggi rappresentano un altro fattore importante. Gli hotel e le strutture turistiche utilizzano grandi quantità di energia per riscaldamento, raffreddamento e illuminazione, contribuendo alle emissioni di CO2. Le strutture più grandi tendono a essere meno efficienti dal punto di vista energetico, aumentando così l’impatto ambientale complessivo [10].
Per ridurre l’impatto ambientale del turismo, molte destinazioni stanno adottando pratiche più sostenibili, come il miglioramento dell’efficienza energetica nelle strutture ricettive e la promozione di mezzi di trasporto a basso impatto, come treni e veicoli elettrici. Inoltre, il turismo ecologico e le esperienze a basso impatto stanno guadagnando popolarità, incoraggiando i viaggiatori a scegliere modalità di viaggio più sostenibili.
Fonti:
[10] Emissioni in aumento del 11,9% nel Settore Alberghiero Italiano – dove.it, 2023
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Conclusioni
Capire e monitorare la Carbon Footprint è essenziale per affrontare la crisi climatica. Sebbene le soluzioni più ovvie siano legate all’energia e ai trasporti, anche l’industria digitale ha un impatto significativo sul nostro ambiente. Ridurre la nostra Digital Carbon Footprint e promuovere tecnologie più sostenibili sono passi fondamentali verso un futuro più verde. Adottando soluzioni più efficienti, come data center verdi e tecnologie digitali a basso impatto ambientale, possiamo ridurre notevolmente le emissioni legate al mondo digitale.